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BRESCIA

Nathan Never e Zagor vivono nel Bresciano

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Qual è il mistero che si cela nel passato di Nathan Never ? E Washington, gigantesco ex schiavo nero, riuscirà  a dimostrare la sua innocenza grazie all'aiuto di Zagor ? Sono in migliaia i lettori che in tutta Italia oggi si fanno queste domande, ma la risposta - ovviamente segreta - sta proprio in provincia, a Cologne, dove da tempo vive Mirko Perniola , tra gli autori di punta della scuderia di fumetti fondata da Sergio Bonelli . E dal suo studio di via Mazzini, infatti, che Perniola, 38 anni ancora da compiere e alle spalle già  quasi un ventennio da autore e sceneggiatore di fumetti, partorisce le sceneggiature di alcuni dei personaggi più noti del Paese.E' di questi giorni l'uscita nelle edicole del suo ultimo grande progetto, a cui ha dedicato diversi anni di lavoro: lo starting point di «Nathan Never». Ovvero, una storia che, dipanandosi per cinque albi, si innesca nella lunga saga dell'Agente Alfa, svelando nuovi dettagli per chi è un lettore storico e ricapitolando tutta la vicenda, nata nel 1991, per chi non lo è. Un'impresa, a quattro mani con il collega Davide Rigamonti , che ha visto Perniola in cabina di regia: andata in stampa lo scorso 17 marzo, avrà  nel 18 aprile la prossima tappa. Un'operazione, insomma, destinata a fare testo e non a caso nelle mani di Perniola, già  docente Storytelling alla «Scuola internazionale di Comics» e docente di Sceneggiatura alla «Scuola del Fumetto» di Milano.Lunga e appassionata, del resto, è stata la gavetta dello sceneggiatore, che già  nel 2000 aveva fondato lo studio grafico «ArtNu», «Artigiani delle Nuvole»: da qui nel 2001 aveva creato la serie «Anno Domini», di ambientazione medioevale e umoristica, ma con espliciti riferimenti all'attualità , ancora oggi una delle creazioni più amate da Perniola stesso. Nel 2005, poi, la svolta, che, per il modo in cui avvenne, è a sua volta degna di un albo. «Allora scrivevo "Anno Domini" e il fumetto andava talmente bene che si stava pensando di trarne uno spettacolo teatrale: una coproduzione italo-francese - ricorda l'autore - Nel giro di un mese, però, il mio editore sparì con la cassa e con l'amante e non fu mai più rintracciato e poco dopo anche il regista sparì con i soldi della compagnia teatrale, non lasciando tracce: una storia degna di Martin Mystère! A quel punto, però, senza lavoro, da autore mi decisi a fare il grande passo e inviai un mio soggetto per Zagor alla Bonelli. I curatori Mauro Boselli e Moreno Burattini mi diedero l'ok per ben due albi: passai a scrivere da 48 a 188 tavole in un attimo. Fu impegnativo, ma emozionante». Da lì in poi una continua ascesa: fisso su «Zagor», ideato proprio da Sergio Bonelli, Perniola è oggi il referente numero uno anche di «Nathan Never», dopo il passaggio a «Dragonero» del precedente principale sceneggiatore: Stefano Vietti , originario di Chiari e a lungo palazzolese d'adozione. Inoltre, è in fase di disegno la sua prima storia per «Martin Mystére», in uscita nel 2013. Già , perché per un albo di cento pagine ci vuole un anno di impegno. «Fare fumetti è un lavoro artigianale - conclude Perniola - Non è che tutto ciò che scrivi va bene. Io mi alzo alle 4.30 ogni giorno e scrivo sotto una selezione strettissima, perché la qualità  deve restare sempre alta. I disegnatori, poi, fanno tutto a mano: prima a matita, poi con l'inchiostro di China. Al ritmo di una pagina al giorno. Ci vuole mestiere, tecnica, dedizione. E tanta passione e amore per questo lavoro». Qualità  che a lui certamente non mancano.

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Autore:dai

Pubblicato il: 20 Aprile 2012

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